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Straniero in terra straniera
Solo un block notes.

L'apostolo nuovo
postato il 26/09/05 alle 23:29 da Lucis
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Dagli Atti degli Apostoli  

In quei giorni, si alzò nel sinedrio un fariseo, di nome Gamaliele, dottore della legge, stimato presso tutto il popolo. Dato ordine di far uscire per un momento gli accusati, disse: “Uomini di Israele, badate bene a ciò che state per fare contro questi uomini. Qualche tempo fa venne Teuda, dicendo di essere qualcuno, e a lui si aggregarono circa quattrocento uomini. Ma fu ucciso, e quanti s’erano lasciati persuadere da lui si dispersero e finirono nel nulla. Dopo di lui sorse Giuda il Galileo, al tempo del censimento, e indusse molta gente a seguirlo, ma anch’egli perì e quanti s’erano lasciati persuadere da lui furono dispersi. Per quanto riguarda il caso presente, ecco ciò che vi dico: Non occupatevi di questi uomini e lasciateli andare. Se infatti questa dottrina o questa attività è di origine umana, verrà distrutta; ma se essa viene da Dio, non riuscirete a sconfiggerli; non vi accada di trovarvi a combattere contro Dio!”.   

 

E avvenne, a Tiberiade, che Gesù si ritirò sulla montagna avendo saputo che molti lo cercavano per farlo Re. La moltitudine restò, intenta a raccogliere i pani e i pesci avanzati. In ciò conforme alla volontà del Figlio e agli umani bisogni. E se tanta consonanza parve strana ebbene no, non è così.

 

Tra loro un uomo, Gamaliele, prese il mare di Galilea, per pescare. Alcuni, non si sa chi, dicono fosse un fariseo, supremo nella legge degli uomini. Ma non si era mai dato di un uomo simile nella pesca, quindi non era ne fariseo ne uomo di legge. Forse era Teuda il suo nome o, meglio, Giuda. Così dissero, ma non scrissero, alcuni apostoli. In verità, nessuno mai scrisse di lui. Passò tutta la notte sulla acque, al mattino aveva pescato ben poco.  

 

E avvenne che egli chiese alla folla di mangiare anche dei suoi pesci. Erano pochi, lo sapeva, ma volentieri li avrebbe donati.

“Sciocco”  risposero “qui abbiamo il cibo del Signore e dovremmo cibarci di quello dell’uomo?”

ma egli insisteva:

 “Non è bene chiedere al Signore ciò che il Signore già ci ha donato, non è bene chiedere al Signore ciò che il Signore chiede a noi.”

a queste parole si alzo un apostolo. "Chi sei tu che vuoi essere Dio, quale è il tuo nome?" disse rivolto a Gamaliele. La moltitudine prese a rumoreggiare. Le parole dell'apostolo avevano svelato la presunzione dell'uomo. Sostituire il suo cibo a quello del Cristo, e per suo tramite reclamarsi uguale a Dio. Fu scacciato come blasfemo.

Allora prese anch’egli per la montagna, recando con se i suoi pochi pesci. Arrivò da Gesù. Anche a lui Gamaliele, ma forse non si chiamava così, offrì la sua pesca. 

 

“Padre mio, grazie per questo dono” rispose Gesù guardandolo negli occhi. E ne mangiò. Gamaliele non riuscì a nascondere il suo imbarazzò.

“Signore, perché mi umili così. Io non sono tuo padre, ne in sangue ne in spirito. Davvero ho frainteso il tuo messaggio? Anche tu mi accusi di volermi fare Dio.” rispose chinando il capo.

“Conosci tu il tredicesimo apostolo?” chiese il Cristo

“No Signore, non so chi sia. Credevo fossero dodici in tutto”

“Infatti sono e saranno dodici."

"Signore, non capisco" rispose Gamaliele.

"Dodici apostoli per una chiesa, così è scritto" rispose Gesù alzandosi "il tredicesimo è per l'uomo, quando si accetterà uomo egli stesso"

Incominciò a discendere la montagna. Il vecchio era al suo fianco.

"E sarà l'ultimo apostolo. Perchè è nel partecipare all'umanità che Dio è Padre. Perchè è nell'essere Padre all'umanità tutta che l'uomo parteciperà a Dio"

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Erato e Calliope ovvero: a scegliere son cazzi!
postato il 22/09/05 alle 23:45 da Lucis
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-   Cosa vuoi?
-   Lo devi fare.
-   No, sparisci.
-   Non sai parlare?
-   Non ne sono sicuro.
-   Come si distruggono le parole?
-   Con l'udito.
-   E allora?
-   Sono costruttori, non distruttori. Non ha senso.
-   Dov'è la differenza?
-   Nel passato che si fa futuro.
-   Non hai passato?
-   Idiota, non giocare con me. Il passato è oceano: il mio in uno spruzzo di sale, il loro nell'ultimo affluente.
-   E il futuro?
-   Il futuro fa sempre come cazzo gli pare.
-   Cosa cerchi?
-   Non lo so, ti giuro che non lo so.
-   Cosa hai trovato?
-   Persone.
-   Le hai trovate veramente?
-   Anche questo non lo so.
-   Come puoi non sapere?
-   Non devo sapere, è diverso. In qualche modo questa è una conoscenza che dobbiamo negarci per non negare le persone.
-   Allora lo farai?
-   No, resterò qui in riva al mare ad ascoltare le mie gocce d'acqua. E si fottano tutti gli affluenti.
-   Il futuro finirà.
-   Lo so.
 
 
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Ecco i link
postato il 02/08/05 alle 08:32 da Lucis
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Allora questi sono i due link.

Nazione Indiana: Sarei interessato alla vostra opinione in merito ad i commenti. Cioè che ne pensate di come è stata impostata ed affrontata la discussione. La sensazione che avete avuto insomma.

Roquentin: Qui vorrei una opione in merito al tipo di scrittura. NON se scrivono bene o meno, oppure se sono preparati. Ma se vi piace, se è chiara, se comprereste un libro scritto così etc etc.

NON rispondete nei commenti. Mandatemi pm oppure una mail al solito indirizzo lucis999[chiocciola]gmail.com. Vi chiederei anche il piacere di copiare il link e immetterlo direttamente nella barra degli indirizzi.

 Edit: su N.I. NON sono amici miei. Io li leggo solo.

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Libri e librerie
postato il 04/07/05 alle 23:43 da Lucis
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Filter dei Fantastici quattro mi passa il testimone ed io, con colpevole ritardo, rispondo.

Libri della mia biblioteca

Tentai di contarli ai tempi del trasloco matrimoniale. Mi fermai a cento sentendomi improvvisamente stupido, che senso aveva? Sono tanti e non so più dove metterli, nel mio studio occupano due pareti. Ho qualche scatolone in cantina ed una buona metà nella casa paterna. E' che manca lo spazio ed io non riesco a buttare i libri, mi sembra un delitto. Anche quelli brutti. Piuttosto li regalo. Li ho sistemati per genere: fantascienza, fantasy, storia, scienza, informatica, etc etc e poi *da rilettura*. Questi ultimi sono i miei compagni di *serate un po cosi*. Quando cioè non ho voglia di rischiare con un libro nuovo, oppure sono stanco, oppure melanconico.

Parziale eccezione: la seconda guerra mondiale. Sono un lettore famelico di quel periodo, praticamente ho di tutto. Lo considero un genere a se.

L’ultimo libro che ho comprato

Gli uomini di Stalin. Ottimo libro. Finalmente anche con Stalin si da un taglio a quella deleteria tradizione che lo voleva *mostro*. Ho sempre considerato idiota definire *non umani*, *male*, dittatori come Stalin e Hitler. Negando l'umanità, la buona fede e la loro *onestà* non si rende giustizia ne alla storia ne alle vittime e nemmeno a noi stessi. Erano uomini come noi, migliori di noi per tanti aspetti. Ma la vera discriminante è la fede. Avevano una fede assoluta, cieca, totale. Ed in nome di questa hanno massacrato milioni di uomini, per renderli migliori ovviamente. Tutti i grandi massacri sono avvenuti in nome di *una verità assoluta* che agli occhi dei posteri e sembrata sempre follia.

Il libro che sto leggendo ora

Rileggendo Terra di Brin e Hitler e Stalin vite parallele. Il primo ha una curiosa nota dell'autore, che recita cosi:

Credo, come scrittore, di essere considerato un ottimista. Quindi è naturale che questo romanzo proietti un futuro dove il buonseso, sia pur di poco, supera la follia...e un po, forse, la speranza supera la disperazione. In effetti si tratta del domani più incoraggiante che, ora come ora, riesco a immaginare. Che pensiero triste.

Che, a ben vedere, potrebbe essere una seria risposta ai dubbi della Lipperini sulla crisi della fantascienza.

Tre libri che consiglio

Non tre libri ma tre coppie di libri. Tesi e antitesi, diritto e rovescio, bianco e nero.

Albert Speer Memorie del terzo reich e Sant'Agostino La città di Dio: la fede

Erich M Remarque Niente di nuovo sul fronte occidentale e Robert Heinlein Fanteria dello spazio: la guerra

La Bibbia e Bertrand russel Storia della filosofia occidentale: l'uomo.

I gusti sono gusti, ma non mi sentirei di dire che una tesi è più vera dell'altra. Sono entrambe vere, forse.

Cinque blogger a cui passo il testimone

Ehm...licenza poetica. I miei cinque blogger sono due: Roquetin e Otimaster. Curioso di sapere se e cosa risponderanno due persone cosi diverse ma, in fondo, cosi simili.

Chi vorrei essere se dovessi rinascere

Sono arcistufo di avere sempre un mio maledettismo punto di vista rispetto a tutti gli altri. Sono ancora più stufo di essere *terzo*, *equilibrato*. Vorrei avere fede, una qualsiasi. Sentirmi parte del tutto, come non mi è mai riuscito.

Oppure guardiano del classico faro in culo al mondo. Tanto essere terzo rispetto ad i pesci non ti fa sentire straniero in terra straniera.

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La lotta all'evasione
postato il 21/06/05 alle 10:34 da Lucis
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Circa un anno fa D.S. ricevette una cartella esattoriale relativa a tributi che AVEVA GIA' PAGATO. Non sono episiodi ne straordinari ne infrequenti: tutto sommato li definerei frequenti. Io personalmente ho ricevuto una cartella esattoriale relativa all'ICI di una casa MAI posseduta, ne da me ne da miei parenti.

Ufficialmente sono errori di *trasmissione* tra loro è il concedente. In realtà sembra una prassi comune mandare cartelle senza ne capo ne coda, il motivo è semplicissimo: la scadenza dei termini. Loro mandano cartelle a tutti i nomi che gli sono stati forniti dall'organo pubblico poi, se è vero hanno interrotto i termini, se è falso cazzi del contribuente dimostrare l'errore.

Il caso di D.S. però va oltre. Lui ha lavorato anni presso uno studio commerciale ed ora cura questo aspetto per conto di una grossa società. E' del mestiere insomma. Ha fatto subito ciò che andava fatto, cioè uno sgravio all'Agenzia delle Entrate. In pratica ha dimostrato, correttamente, che quel tributo lui lo aveva già pagato. Però l'ente esattore va avanti, ora ha attivato le pratiche del sequestro. Perchè? Perchè a loro dire non hanno ricevuto comunicazione dell'avvenuto sgravio che, invece, l'Agenzia delle Entrate giura di aver trasmesso. In mezzo lui, D.S., nella sua qualità di EVASORE. Perchè, se non lo sapete, nelle cifre che i governanti sparacchiano a caso sulla lotta all'evasione D.S. è presente come EVASIONE RECUPERATA.

Quando ascoltate le cifre sulla lotta all'evasione sappiate questo: che a fronte di un certo numero, basso, di recupero reale la maggioranza è composta da casi come questo sopra. Io sconsiglio sempre di credere alle cifre fornite dai governi, perchè oramai so come vengono fatte. Men che meno se ci sono di mezzo queste Concessionarie delle riscossione tributi che dovrebbero essere chiuse per l'irresponsabilità con la quale si sono mosse in questi anni. Da ricordare L'ABUSO di fermi amministrativi anche per piccoli importi: li ci pensò la Corte Costituzionale.

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Dell'umano cammino
postato il 28/05/05 alle 21:58 da Lucis
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Ho passato un po di giorni a discutere da Ronquetin. Argomento apparente: i nick. Argomento vero: la linea politica di NI. Un *gruppo*, che non saprei identificare, ha tentato di forzare la mano nell'imporre una linea politica:hanno fallito. Ne sono nate spaccature e dimissioni che *alcuni* stanno tentando di raffreddare. Il sig. server, che almeno lui ha mantenuto sangue freddo, ha deciso di non funzionare più: vedremo se riuscirà nel suo intento. Ma il buon senso non so quanto possa servire in queste situazioni. Dubito molto, poi, che l'appello lirico/sentimentale della Lipperini possa produrre qualcosa. Almeno in pubblico, nessuno ha parlato sinceramente. Nemmeno Moresco che, certamente sa come  l'assenza di una linea editoriale porta necessariamente al fatto " che solo una parte di N.I. è disposta a esporsi e a condurre certe battaglie, mentre un’altra ha evidentemente aspirazioni diverse e un’altra ancora, di fronte ai passaggi più impegnativi e quando si tratta di allungare il passo, non partecipa e non dà segni di vita." Questa è una dichiarazione di linea politica che, mi sembra, rientri nella fattispece più ampia della linea editoriale. Almeno sul piano logico, che sul piano concreto sono assolutamente la stessa cosa.

Io mi sono appassionato all'argomento nick ed anche ai diritti e doveri dei narratori , ma oltre non sono andato. Non amo i post della serie esisto e son bello, ammirate il mio occhio, l'ingegno e l'uccello. Non amo nemmeno i programmi tipo la fattoria, per cui non ho voglia di mettermi a fare il contadino di turno. Ovviamente non è stato cosi per tanti ed ovviamente è finita a Coppi contro Bartali: tutti schierati con uno o con un altro. Pochissimi si sono limitati a restare nel punto, pochissimi hanno criticato solo quel poco che era effettivamente criticabile, cioè quel poco che è stato concretamente detto tra il tanto che è stato alluvionescamente scritto.

Bel post di Babsi. Peccato non poter commentare perchè contiene un sacco di spunti interessanti. Inoltre, e sotto un certo aspetto, è una risposta anche al casotto di NI. La Lipperini lo ha intuito e, giustamente segnalato.

Considerazione finale. Nessuno a me noto ha rilevato un punto. Il nostro modo di relazionarci qui è sostanzialmente lo stesso di sempre: abbiamo adattato un nuovo mezzo a vecchi schemi comportamentali. Ma in rete esiste la possibilità di instaurare  nuovi tipi di relazioni. Siamo dei Neanderthal che hanno scoperto il cerchio. Primo o poi però arriverà un uomo sapiens, prenderà questo cerchio e lo metterà sotto un carro. L'alba di un nuovo giorno.

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Come si legge comodamente seduti in poltrona
postato il 02/04/05 alle 18:59 da Lucis
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E' un capitolo del Manuale per diventare un lettore perfetto, da un idea di Giulio Mozzi. Partecipazione libera, chi vuole può. Suppongo potranno in molti: mi incuriosisce molto leggere come svilupperanno alcuni spunti. Di solito li vanno scrittori, o aspiranti tali, o supponenti tali. Se riusciranno a dimenticare di essere scrittori - e critici di altri scrittori - le potenzialità ci sono. Ho provato ad invitare Davide L. Malesi ma, credo saggiamente, ha rifiutato. Peccato perchè uno che "confesso, mi è piaciuta di più la tua recensione del libro stesso" (nei commenti) sarebbe stato perfetto.

Come si legge comodamente seduti in poltrona? Da subito, IO NON LO SO. So come leggo io, e mi ci trovo bene. Deve essere sera, innanzi tutto. La poltrona è un momento di raccoglimento, di riflessione, di intimità. La mattina potrebbe  anche andare, ma è un elemento di disturbo. Meglio la sera. Tornato a casa, diciamo da lavoro, una cena leggera (no, niente alcool, quello dopo e poco) preparo poltrona, birra e posacenere. Si, io fumo. Ma sto tentando di smettere: apprezzate almeno l'intenzione.

A leggere in bagno son buoni tutti. Cosa ci vuole? E' solo un problema di mani libere e necessità imposte. Ma leggere in poltrona è un altra faccenda. La difficoltà è nel sintonizzarsi, nel porre le giuste domande. Uno non può andare direttamente in libreria e prendere un libro, non funziona cosi. E' come pretendere di scegliere chi amare. Semplicemente, non si può. L'amore è una alchimia difficile. Secondo biologi - e profumieri - nasce dai feromoni, ma non gli credo: è gente prosaica. Conta molto la predisposizione, penso. Non credo si possa amare se non si vuole vedere. Non credo si possa amare se non si vuole ascoltare.

Ecco: ora sono nella biblioteca. Lascio scivolare la mano sui libri, lentamente, carezzandoli, uno ad uno. Ad un certo punto qualcuno di loro mi parla, è appena un sussurro. Lo prendo, senza aprirlo. Lo rigiro tra le mani, poi faccio scorrere velocemente le pagine, lo odoro, anche. Passo all'introduzione, bastano poche righe. Poi apro una pagina centrale accarezzando con i pollici la carta.

Non c'è un modo di leggere, ci siamo noi e c'è un libro. Un necessità e la sua risposta. Ma è importante definire bene la natura della necessità, perchè non tutti i desideri sono desideri. Alcuni sono semplici voleri, che è tutt'altro. Il segreto è nella domanda, se la domanda è quella giusta lo sarà anche la risposta. Perchè ad un libro non si può mentire, non quando sei su di una poltrona. Lui ti ascolterà, e ti crederà. E ti darà quello che gli hai chiesto.

Non era lui, aveva qualcosa ma non era veramente lui. Riprendo a carezzare lentamente i volumi. Ecco, forse questo...no, non credo, ma ha detto qualcosa che...si, ecco, ci siamo. Sposto velocemente alcuni volumi, si, li dietro. TROVATO. Finalmente, era da tanto che lo cercavo. Lo sfoglio leggendo qualcosa qui e qualcosa li. Lo richiudo di colpo. Ora la poltrona.

No, non è un colpo di fulmine. E' incontrarsi. E' conoscersi, è scoprire nell'altro qualcosa di noi. E' la voglia di avere e la paura che ci sazi. Prima di abbandonarsi è bene riscoprire il gusto dell'attesa.

Lo appoggio con cura sul tavolo, verso un po di birra e mi accomodo. Le gambe, come sistemarle ? Perchè sono importantissime, comode loro il resto del corpo seguirà, non da mai problemi. Ma le gambe, fanno sempre un sacco di storie. Prima un sorso, poi una sigaretta. Non l'accendo subito: il libro, lo apro e  vado alla pagina giusta. Accendo la sigaretta. "C'era una volta..."

Che poi ogni tanto dovremmo ricordarcelo. Per quanto hai dato e per quanto hai avuto gli amori possono finire. Forse non era amore, oppure è che si è cambiati, oppure è che non si è cambiati, oppure è cosi e basta.

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Le ore piccole e le ore grandi
postato il 02/04/05 alle 15:46 da Lucis
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"Questa sveglia va male." disse Andrea, scuotendola un po.

"Si, va male." disse Luisa, ma senza scuoterla.

"Portiamola a riparare." disse uno dei due, non ricordo bene chi.

"Non va affatto male" disse l'orologiaio dopo averla osservata con attenzione "è giusta cosi!" e si tolse gli occhiali, poggiandoli con cura sul bancone.

"Vedete, tutti gli orologi si limitano a misurare il tempo in modo impersonale: misurano il quanto, non il come. Quando è passato un minuto voi sapete che è passato un minuto, non un secondo di più, non uno di meno. Ma è vera conoscenza questa?" disse osservandoli con attenzione.

Andrea fece per parlare.

Anche Luisa fece per parlare.

Ma l'orologiaio riprese subito, senza attendere la loro risposta.

"Questa sveglia misura anche la qualità del tempo, non solo la quantità. Ci sono ore piccole e ore grandi, ed ognuno ha le sue. E' una misura personale, dipende da noi, da quello che siamo e da quello che vorremmo essere. Così le ore grandi sono quelle che abbiamo investito bene, le piccole quelle che abbiamo consumato inutilmente. Cosa sia bene o male, già lo ho detto, dipende da ognuno noi. E' soggettivo, cambia da persona a persona."

"Ma allora mi controlla!" disse Andrea.

"Ma allora mi giudica!" disse Luisa.

"Non la vogliamo!" dissero entrambi " Potrebbe sostituirla con quel modello in oro e platino che sta in vetrina? Abbiamo comprato una nuova vetrinetta, li starebbe proprio bene."

Il vecchietto entrò guardandosi intorno. Sembrava ricordare. Fissò per un attimo l'orologiaio, lo riconobbe. Si avvicinò al bancone.

" Tempo fa" disse, andando subito al punto "lei mi propose una sveglia molto particolare. Sono venuto a riportargliela. Non mi serve più."

L'orologiaio la prese scuotendo la testa "Anche lei non vuole essere giudicato, controllato?" disse, mentre la riponeva accanto all'altra.

"Giudicare, controllare? Non capisco. Davvero lei, proprio lei, non ne conosce l'uso!" esclamo con un sorriso il vecchietto.

" E allora cosa?" chiese l'orologiaio.

"Ti ricorda che esisti" rispose il vecchietto "ma a me non serve più".

Andrea e Luisa giunsero a casa. Scartocciarono il pacco e, dopo vari tentativi, finalmente riuscirono a trovare il punto giusto dove sistemare la nuova sveglia. La luce ne risaltava i colori, davvero bella. Non si stancavano di ammirarla. Un ottima spesa, indubbiamente. Ora però serviva altro per riempire la vetrinetta. Domani sarebbero usciti di nuovo a far compere. C'era quel negozietto di antiquario giusto all'angolo. Si, domani ci sarebbero andati.

 

 

 

 

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Strana la vita
postato il 01/03/05 alle 18:02 da Lucis
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Faccio il commmercialista. Nella vita professionale capita spesso di chiedere piaceri in nome di un cliente. Di solito sono di poco conto, problemi nati più per faciloneria che per altro. Tanta "evasione" è dovuta ad un groviglio di leggi e di burocrazia assurdi, non a cattiva volontà.

Oggi sono andato in un ufficio, problemini di questo tipo. Come vedo il dirigente un deja vu. Circa venti anni fa, scendeva con le lacrime agli occhi dallo studio di mio padre. Allora, incontrandomi per le scale, mi prese le mani tra le sue e con gli occhi umidi e la voce tremula mi disse:

- Mai, non lo dimentichero mai. Tuo padre mi ha dato un lavoro, un pezzo di pane. E non mi ha chiesto nulla, nulla.-

Ricordo come sottolineava quel nulla. Sembrava stupito della cosa, la ripeteva più a se stesso che a me.

Dopo vent'anni lo rivedo. Un po invecchiato. Iniziamo a parlare, ma fa un sacco di storie. Non c'è malafade, e che son rogne e lui, da buon burocrate, ha imparato a scansarle. Poi ci guardiamo negli occhio: è un lampo. Ricorda anche lui.

- NON SI PUO'. HA CAPITO! NON SI PUOOOO' - mi dice con fare rabbioso. E chiude li la conversazione.

Scendo, accompagnato da amari pensieri e, siccome è una giornata no, vigile e parcheggiatore vicino alla mia macchina. Li son grattini da 2 € l'ora. Io speravo nei canonici cinque minuti: ma è giornato no, già detto. Conosco entrambi, è multa assicurata. Il vigile è uno nuovo, vuol mostrare solerzia. In più c'è lui, il parcheggiatore. Si dice male di lui. Non so se è vero, ma è comunque ben raccontata. Mi avvicino, il vigile mi spara un rabbioso - Ringrazia lui! - e se ne va. Guardo il parcheggiatore stupito. Lui mi sorride:

- Anche se tu non ti ricordi di me io di te si. Sei una brava persona, una delle poche. Questo non è nulla, ma so che altri piaceri da me tu non ne vorresti.-

Rifiuta il caffè che gli stavo offrendo e se ne va.

Uno aveva un grosso debito, li c'era perchè ce lo aveva messo mio padre. L'altro no, non so a cosa si riferisse ma certamente non ha avuto un lavoro. Quei tempi sono passati. Il pane che mangia non è merito nostro.

La morale della storia ci sarebbe pure, ma come per tante cose della vita è opportuno trovarsela da soli.

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La prima luna III parte
postato il 21/01/05 alle 23:15 da Ismeril
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-ad ogni passo seguiva un commento, una lamentela ora erano i vestiti, adesso i piedi-
"Assurdo! Mi sembra di avere il naso chiuso per non parlare delle mie orecchie...non sento
nulla praticamente! e queste..queste..mm..zamp...boh!"
"Mani Mygan, mani" -in tono stanco-
"Chiamale come cazzo ti pare! sono buffe ed inutili!"
"Vedo che gli insulti li hai appresi bene però..."
"Scusami...io..è così buffo, goffo, tutto, è stato già difficile apprendere e ricordarsi i nomi delle cose, che spreco di tempo"
"Eppure..tu stesso hai notato che il tuo fiuto ed il tuo udito non sono gli stessi, come faresti ad identificare ciò che ti circonda altrimenti?"
"Oh questa è bella...ma ti sembra sensato dare un nome, un inutile nome ad una qualsiasi cosa senza neanche avere idea di che si tratti?"
"No non lo è ma è necessario"
"Sforzarsi di capire cosa sia e dopo dargli un nome?"
"Mygan....capisco il tuo disappunto ma il tuo o il loro sistema per identificare il mondo che ci circonda non sono nè migliori nè peggiori, sono semplicemente diversi tutto qui"
"Va bene...ma perchè questo coso avrebbe fatto la differenza allora???"
-scrollando le spalle- " Il pollice Mygan, si chiama pollice e ti permette di afferrare gli oggetti e di poterli manipolare con facilità"
"Bah! Questa razza deve solo ringraziare che ci sono problemi più gravi da risolvere prima"
"Questa razza ha grandi poteri in sè Mygan, purtroppo è stata manipolata a sua insaputa, un giorno capirai, quando sentirai le dolci musiche e le sublimi poesie; non avrà il tuo fiuto, non avrà il tuo udito ma ha il talento di creare!"
"Peccato che sappia anche creare morte indiscriminata"
"Non è colpa loro, nel delirio della creazione si è più vulnerabili, più propensi a cedere a cedere alle lusinghe del potere, alle lusinghe del Wyrm"
"Hanno la memoria corta, dimenticano troppo facilmente i loro errori"
"Dimenticarsi del dolore per questa razza è l'unico modo per proseguire, non sono capaci di affrontare la vita così com'è, hanno bisogno di scagliarsi contro qualcuno, accusarlo di ogni male e sentirsi confortati nella falsa credenza che un giorno la giustizia trionferà che qualcun altro prenderà le loro difese e che renderà tutto migliore"
"Bella idiozia...razza creatrice che si sente superiore e dopo frigna perchè vuole qualcuno risolva i loro problemi...questa si chiama codardia!"
"quando un cucciolo nasce e prende coscienza di quello che lo ciorconda è spaventato, ha paura di un mondo che percepisce ma che non capisce, così essi sono, spaventati da un mondo che percepiscono ma che allo stesso momento non comprendono e preferiscono dominarlo, distruggerlo piuttosto che comprenderlo...."-fermandosi- " Siamo arrivati, è dentro quella casa di legno, ricordi tutto?"
"Si..entro, faccio due domande, chiedo spiegazioni dopodichè eseguo la sentenza"
"Cerca di non essere frettoloso nel giudicarlo mi raccomando"
- Il giovane vestito di pelli bussò con fermezza alla porta e aspettò con impazienza-
"Ehi state cercando di buttarmi giù la porta? Entrate, entrate"
"Buonorno!"- con finto entusiasmo richiudendosi la porta alle spalle
"Buonorno? Buongiorno semmai, sei straniero giovanotto?"- l'uomo sedeva dietro un grezzo tavolo di legno circondato da trofei di caccia, aveva spesse lenti e fissava Mygan con sguardo perplesso-
"Mi scusi...si..io sono..stranero...mmm"- s'interruppe fissando con sguardo pieno di disgusto quei macabri trofei-  "Come mai tenete le teste di animale appese?"
"Ah ah ah che domande figliolo, sono trofei, servono per abbellire la mia casa!"
"Vi piace circondarvi di morte?"
"No, mi piace circordarmi dei trofei che nella mia vita mi sono procurato"
"Capisco, vi piace ricordarvi delle vostre vittime allora"
"Bah, pensa quello che ti pare"- indicando la testa di un lupo che lo sovrastava " Questa bestia non meritava altro"- ora indicando il tappeto d'orso " E quel suo degno compare altrettanto, se queste sono vittime io sono una pecora!"
" Che hanno fatto di così terribile?"
"Hanno ucciso delle pecore in questa zona"
"Voi non uccidete per mangiare?"
"Ehi! Ma chi diavolo sei? E che accidenti vuoi da me?"
"Perdonatemi..volevo solo sapere se è vera la notizia che voi pagate 10 scellini per ogni pelle di lupo che vi procurano"
"Oh ma certo, i nostri allevatori necessitano di più spazio per le loro greggi e bisogna scacciare quei tediosi lupi dalla foresta per poi abbatterla e renderla abile al pascolo, siete interessato? Eppure non mi sembrate un cacciatore..."
"Lo sono, lo sono, anche migliore di voi e senza fucile"
"Ah aha ha haha oh figliolo tu si che sai come farmi divertire, tu? E come fai a cacciare?"
"Perchè sono almeno tre volte più grosso di te"
-fissandolo con sguardo interrogativo- "Non mi sembra ragazzo"

Lo sceriffo stava assaporando le ultime boccate di fumo dalla sua pipa, ne aveva sentito la necessità, ancora non credeva a quanto aveva visto, d'un tratto il suo sottoposto lo distrasse dai suoi pensieri.
"E-eccomi"
"Ehi John...hai vomitato pure l'anima figliolo"
"E-era l-la pr-prima volta che v-vedevo un ca-caadavere così"
"Già...la vedova Swarky avrà seri problemi a disfarsi di suo marito...mai visto un cadavere smembrato così e sparso ovunque...Dio mio che gente pazza che c'è in giro! Ma vedrai, dopo un pò ci farai l'abitudine".

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messaggi
gls @15/06/2006
Ciao, sono passato per farti un salutino, siamo conterranei
(forse già lo sai, io e Maya siamo fidanzatini)

Lucis @14/12/2005
Clara, non è mica così bello sentirsi stranieri

@14/12/2005
vorrei essere straniera

Lucis @11/02/2005
Ecco fatto Maya, aggiornato il link. Ora faccio un salto da te per vedere come è il tuo nuovo blog ^_^

Maya @09/02/2005
Ciao lucis, ho cambiato indirizzo col blog, quando hai tempo aggiorni il link? Ciao un abbraccio!

Unuomoqualunque @03/12/2004
Grazie della visita e del commento ... anche ti seguo su Metamondo e ora anche qui .. a presto

otimaster @26/10/2004
Bello il post lo commento dopo il lavoro, quanto al blog se hai bisogno chiedi pure, anche i tuoi sponsor penso pssano aiutarti e non poco.
Ciao.

Lucis @25/10/2004
Mi son dimenticato di dirti che il post lo avevo scritto, spero ti sia piaciuto. E spero pure di riuscire a far funzionare questo dannatissimo blog un giorno o l'altro.

Ciao

Lucis @25/10/2004
Otimaster dopo il "se ti va.." doveva esserci un "...ti avviso". Solo che è sparito dalla tag:) Non ho ancora capito come editare la tag, sono un po niubbo dei blog

otimaster @25/10/2004
Passare passo volentieri come vedi, quanto a cosa devi postare non sono certo io ha doverti dare il permesso.
Ciao.

Lucis @23/10/2004
Senti Otimaster se tri trovi a ripassare di qui, e hai piacere, critiche e consigli sono ASSAI ben accetti. Per me è tutto nuovo e confesso che alle volte mi ci ritrovo poco.

Ho letto con attenzione il tuo blog, mi ha colpito una cosa che hai scritto su Buttiglione. Domani sera pensavo di postare in merito, se ti va

Ciao e grazie

otimaster @23/10/2004
Confesso che io invece ero già  passato a darti un'occhiata, non farti problemi per il link, siamo nel metamondo no, poi quella che mi fai è una cortesia non un dispetto.
Ciao.

Maya @18/09/2004
il pm è arrivato, ti sto rispondendo in questo momento

Lucis @17/09/2004
Capito come funzionano i tag . Maya ti avevo mandato pm, non è arrivato ?

Maya @17/09/2004
ah ecco mi avevi linkata per sbaglio

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